L’angolo preferito – tecnica mista  – cm. 50×50 – Anna Maria Calamandrei Santi

Laureata in Pedagogia Comparata e insignita delle Palmes Académiques per meriti culturali, dopo un’intensa attività lavorativa nel campo dell’Istruzione e della Cultura, decide di misurarsi con l’incisione, frequentando la Scuola Internazionale di Grafica d’Arte Il Bisonte a Firenze. Inizia la sua attività espositiva con la scuola Il Bisonte, la Galleria Gadarte e Toscana Cultura, che le permettono di partecipare a mostre inserite in ambienti di rilevanza storica. Ha esposto in Italia (Volterra, Firenze, Prato, Ferrara, Roma, Padova, Palermo, Monreale, Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Spoleto, Siena, Genova, Pordenone) e all’estero (Parigi, New York, Amburgo, Oxford, Stoccarda, Barcellona, Amsterdam, Vienna , Berlino)-. Ha presentato sue opere al Carrousel du Louvre a Parigi, all’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, a Palazzo Brancaccio a Roma, a Palazzo Ximenes a Firenze. Tra i premi ricevuti, si ricordano: XXXII Premio Firenze – Sezione Arti Grafiche; Premio Le Marais (Galleria Thuillier, Parigi); Premio Michelangelo (Galleria Gadarte, Firenze); Premio Toscana Cultura Donna (Ass. Toscana Cultura, Firenze). Lo scorso giugno è stata insignita del Collare Laurenziano a Palazzo Vecchio a Firenze, premiazione nell’ambito del  XXXI Premio Lorenzo il Magnifico.

È recensita nelle seguenti pubblicazioni: Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori (CAM); Donne nell’Arte in Toscana 2013 e 2014, a cura di Toscana Cultura; Annuario d’Arte Contemporanea “Artisti “ a cura di Vittorio Sgarbi,  Effetto Arte, diretto dal critico d’arte Paolo Levi; Overart. Le sue opere sono pubblicate in più di cinquanta cataloghi editi in occasione di taluni  eventi espositivi a cui ha partecipato. Fa parte del Gruppo Donatello, del Circolo Artisti Casa di Dante e di Simultanea Spazi d’Arte. È presente in collezioni private e nella prestigiosa raccolta della Fondazione Il Bisonte.

Recensione di Paolo Levi

Motivazione critica.
L’incisione, ancor più della pittura, rappresenta in arte la sublimazione del segno, il campo in cui i contrasti coloristici, giocati prevalentemente nella scala del bianco e nero, donano profondità e vengono impressi con capacità e convincimento. Nell’opera di Anna Maria Santi Calamandrei, dal tratto essenziale e preciso, si rispecchia certamente un certo classicismo tecnico, dovuto all’estrema perizia con cui esegue il lavoro. Allo stesso tempo, adattandosi al panorama contemporaneo, si veste di una certa modernità, come se in esso fossero contenuti elementi tipici del futurismo. Lo stile della Calamandrei focalizza la sua attenzione su campiture monocromatiche scevre di eccessivi giochi tonali, scelta che senza ombra di dubbio mantiene la sua indagine stilistica su toni seri e compiti e sulla ferrea volontà artistica di trasmettere all’astante spunti che possano stimolare la lettura migliore dell’opera. Così, l’artista, con le sue straordinarie creazioni, realizza visioni d’effetto di grande perizia esecutiva che traggono sfumature e morbidezze tattili da un mezzo espressivo arduo e complesso. Sono opere delicate che rispecchiano la sensibilità di un artista attenta e nostalgica, composizioni che evocano sensazioni profonde attraverso un meditato equilibrio compositivo in cui si condensano emozioni e sentimenti.

Paolo Levi

 

 

 

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