Amor che tutto move | Wikiarte | Bologna

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Amor che tutto move | Wikiarte | Bologna

16 dicembre 2017ore_17:30 - 28 dicembre 2017ore_19:00

Mostra Collettiva di Arte Contemporanea

“AMOR CHE TUTTO MOVE”

Galleria d’Arte Wikiarte

Via San Felice, 18 – Bologna

 

Vernissage: sabato 16 dicembre ore 17:30

16 – 28 dicembre 2017

 

PromArte dedica la sua prossima mostra al tema dell’Amore. “Amor che tutto move”, questo è il titolo della collettiva di arte contemporanea che sarà ospitata dalla Galleria Wikiarte di Bologna dal 16 al 28 dicembre 2017.

L’arte incontra l’amore, un sentimento potente e variegato, spesso inteso come una conquista. Ma dal termine “conquista” si intende bandire il concetto di espansione geografica di sè, di appropriazione “territoriale” dell’altro.

Si vuole parlare piuttosto della conquista nei confronti delle proprie potenzialità di essere umano, una espansione delle proprie qualità, delle proprie possibilità. L’amore è infatti un mettersi in gioco, senza temere la perdita, di sé e dell’altro. L’amore è un dono.

Del resto cos’è l’Arte se non un dono?

L’artista scava dentro di sè, raccoglie le parti più vitali, più appassionate, più profonde di ciò che lo costituisce e le dona senza remore, senza omissioni, agli altri, all’esterno.

Non bada al ricevere, al ritorno atteso del gesto del donare se stessi, la propria energia e anima creativa, perché l’artista trova nell’atto amoroso e artistico del “dare” un senso profondo, simile a una vibrazione che dal proprio piccolo cuore e insieme di impulsi elettrici e memorie, esperienze e intuizioni, si dilata per incontrare la vibrazione dell’Universo e creare connessioni affettive con tutto ciò che esiste.

 

La mostra “Amor che tutto move”, si propone di dare eco a questa vibrazione di amore, rifrangere l’energia di questa forza vitale, chiamando a raccolta artisti/amanti, portatori di doni, di calibro nazionale e internazionale, sensibilità preziose nel panorama dell’arte contemporanea.

 

 

“…Ti amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
Ti amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
e grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il forte profumo che sale dalla terra.”

Pablo Neruda

 


Mostra: “Amor che tutto move”

Artisti in mostra:

Pietro ANNIGONI, Raiquen ARDUINI, Anna BALESTRIERI, Carlo BALLJANA, Claudio BARBUGLI, Imelda BASSANELLO, Roberto BATELLA, Fiorenzo BERTIN, Roberto BONETTI, Diane BONJOUR, Elena BORBONI, Caterina CALDORA, Franco CARLETTI, Margy CAVANNA, Angelo COLANGELO, Tammaro CRISTIANO, Federico DE ANGELIS, FANY, Giusy Cristina FERRANTE, Giacomo FRIGO, Ilaria GIOLLI, Ombretta GIOVAGNINI, Rosangela GIUSTI, Carlo GUIDETTI, Rossana JACCHEO, Marisa LELII, Sandra LEVAGGI, Tina LUPO, Matteo MAGI, Beata MAKOWSKA, Carlotta MANTOVANI, Walter MARIN, Pier Francesco MASTROBERTI, Pino NANIA, Silvano OTTAVIANI, Luciana PALMERINI, Paolo REMONDINI, Franca SACCHI, Rosalba SANTACROCE, Gioacchino SCHEMBRI, Josefina TEMIN, Gabriella TERESI, Mario TESTA, Lina ZENERE.

 

Spazio espositivo: Galleria d’Arte “Wikiarte”  via San Felice 18 – 40122 Bologna – www.wikiarte.com

Vernissage: sabato 16 dicembre ore 17:30

Presentazione critica a cura critica e storica dell’arte Dott.ssa Francesca Bogliolo

Durata: 16 – 28 dicembre 2017

Ingresso gratuito

Orari: 11.00 – 19.00 (domenica e lunedì chiuso)

Organizzatori: PromArte – info@promarte.it – www.promarte.it – tel. 06 64833225

Curatori Mostra: Donatella Maresca, Irene Prokulevych


 

Rassegna stampa:  visualizza

Comunicato stampa 1_15/10/2017: visualizza

Comunicato stampa 2_30/11/2017: visualizza

Catalogo Mostra: visualizza

 

 

 

 

 

Foto vernissage: visualizza

 

 

 

 

 

 


 


 

 


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pietro annigoni_sanguigna su carta_collezione privata_promarte

 

Dal 16 al 28 Dicembre 2017, in occasione della Mostra d’Arte Contemporanea “Amor che tutto move”, negli spazi espositivi della prestigiosa Galleria Wikiarte di Bologna, il pubblico ha avuto l’occasione unica di ammirare un capolavoro appartenente alla produzione artistica dell’illustre Maestro Pietro Annigoni.

 

Pietro Annigoni è stato un pittore italiano soprannominato “Il pittore delle regine”. Dopo aver studiato presso l’Accademia di belle arti di Firenze, allievo di Carena e Graziosi, perfeziona gli studi con lunghi viaggi. Fin dall’inizio si caratterizza per una pittura fedele alla realtà. Servendosi con grande maestria, dell’uso di antiche tecniche pittoriche (famose le sue tempere grasse) partorite dal Rinascimento, costruisce il suo percorso artistico in netto in contrasto con gli stili pittorici propri del Modernismo e del Postmodernismo in voga negli anni della sua attività. Resta fedele al Realismo sino alla morte. Una tale predilezione per il vero, lo pone velocemente in risalto nel campo della ritrattistica, dove chiaramente il committente vuol potersi riconoscere. La fama cresce negli ambienti nobiliari d’Italia. Nel 1949 si sposta in Inghilterra, dove dipinge numerosi ritratti dei reali inglesi e di altri personaggi celebri, sino a che, nel 1955 riceve la commissione di un ritratto per Elisabetta II. Accetta, dopo aver concordato, per l’esecuzione, una serie di pose in studio.
Nonostante sia ricordato come “Il pittore delle regine”, ebbe grande predilezione nel ritrarre “persone meno agiate”, in cui era abile nel descriverne fedelmente tanto l’aspetto esteriore quanto l’interiore.

 


“Cosa sarà che ci fa lasciare la bicicletta sul muro e camminare la sera con un amico a parlare del futuro

cosa sarà questo strano coraggio paura che ci prende che ci porta a ascoltare la notte che scende”

Lucio Dalla

 

L’Amore come energia che si irradia con un movimento magnifico e ampio per posarsi leggero sull’umanità tutta e sulle forze che abitano l’universo. L’Amore è il principio primo e ultimo, l’alfa e l’omega, causa e fine.  È l’innesco di una dinamo cosmica ed è allo stesso tempo il respiro lento del mondo, direttrice creativa per eccellenza. Una aurora che ha le parole e i gesti dell’arte e che innerva di luce e colore l’esistente.

“Amor che tutto move” è il titolo della mostra organizzata da PromArte dedicata alla natura propulsiva dell’amore e che intende omaggiare i versi danteschi.  É proprio dalle parole del Poeta che la mostra intende muovere i passi per incamminarsi seguendo l’amore che è la forza prima che anima l’universo, ne costituisce e ne determina il ritmo. Un ritmo in cui ogni atomo, ogni esistenza, anche la più perduta, quella più in ombra, sono in realtà profondamente partecipi di un movimento che abbraccia tutto e che è racchiuso nella parola amore. Parola da sempre connessa al cielo, alla sua bellezza siderale e alle stelle, lontanissime e ignote, da cui è impossibile distogliere lo sguardo se non con un velo di malinconia.

Quello che suscita l’amore è un desiderio di infinito e di bellezza, desiderio che la collettiva di arte contemporaneaAmor che tutto move” vuole ascoltare e suggerire attraverso le molteplici sensibilità artistiche, i diversi linguaggi e usi dei materiali. Sensibilità che riescono a dare alle parole, alle metafore visive tanto care alla tematica amorosa, un corpo, un volto, una sostanza. Vivificano le visioni poetiche e dell’anima, dipingono il canto d’amore della danza del mondo e dei cieli stellati. L’arte diventa pertanto il modo per eccellenza per cogliere distintamente il nodo che lega insieme le nostre vite, le nostre felicità e malinconie, i nostri desideri e le nostre paure: l’amore.

Dott.ssa Diana Cardaci

Critica ed economista dell’arte

 


“That Love is all there is,

Is all we know of Love”

“Che l’amore è tutto

È tutto ciò che sappiamo dell’Amore”

Emily Dickinson

 

Da secoli tutte le arti, spinte da un’intrinseca necessità espressiva, tentano di chiarire all’uomo cosa sia l’amore, di descriverlo, di sviscerarlo nelle sue infinite sfaccettature. Coloro che fanno arte comunicano attraverso un linguaggio proprio della materia, che permette di mettere in atto processi che sembrano in grado di penetrare i segreti della vita. Inventare, sperimentare, ricreare, modificare, descrivere, reinterpretare, osservare da nuovi punti di vista, sono solo alcune  delle modalità che permettono agli artisti di tracciare nuove strade o di dare nuovo significato a quanto già conosciuto. Chi guarda dovrebbe sforzarsi di osservare con occhi innocenti e animo dischiuso panorami che credeva di conoscere, ma che forse ha sempre valutato da un’unica soggettiva prospettiva. Non importa quanto si pensi di padroneggiare un’emozione, un sentimento o uno stato d’animo: ogni opera d’arte è un’occasione irripetibile di confronto con  la propria emotività, perché invita a considerare con sguardo nuovo quanto già si credeva noto, ad affrontare percorsi interiori inesplorati. L’opera permette di dialogare con essa in un confronto incessante, rivelando un’evidente propensione all’esplorazione delle profondità dell’animo, che apparentemente sembrano celare segreti inenarrabili. D’altra parte, come sosteneva Paul Klee, l’arte rende visibile ciò che non sempre lo è. Viene da chiedersi allora cosa ci sia di più ineffabile, impalpabile e mutevole del sentimento dell’amore; cosa ci sia di più difficile da descrivere senza cadere nella retorica o nell’impossibilità oggettiva della sua rappresentazione. Eppure, una delle funzioni dell’arte è senza dubbio quella di insegnarci ad amare. Attraverso le arti noi possiamo cogliere tutte le sfaccettature di un sentimento che affascina, seduce e guida l’essere umano verso le sue migliori possibilità. La ricerca introspettiva legata alla dimensione dell’amore viene sottolineata dall’evidenza del manufatto artistico, che ne pone in luce le diverse angolature, invitando a una presa di coscienza. Il compito non semplice degli artisti selezionati dalle curatrici di PromArte per la mostra “Amor che tutto move”, è quello di confrontarsi con l’arduo tentativo di dare forma a un tema trattato dai più grandi artisti di ogni tempo, da Giotto a Klimt, da Munch a Magritte, in base a personalità e influssi storici e culturali differenti. Un vero e proprio confronto costruttivo con il proprio io e la tradizione storico artistica più prestigiosa, che non può lasciare intentata nessuna modalità rappresentativa per chi si approcci alle arti visive con perizia e sensibilità. Raffigurare l’amore e tutto ciò che esso porta con sé è un compito che solo gli artisti possono portare a termine. Amare è qualcosa che si pone su un piano diverso dalla razionalità, che risveglia in noi delle qualità che non sapevamo neppure di avere, che porta in sé il concetto di altruismo incondizionato. Tutto questo appare tanto impossibile da descrivere, quanto -a volte- impossibile da provare. Pure, attraverso l’arte, ogni sfumatura dell’amore passa dall’essere soltanto agognata, sperata, vissuta, immaginata, ad essere assolutamente reale.  Il cuore sembra sul punto di scoppiare davanti all’ovvia rivelazione: l’amore, prima di tutto, è.

Dott.ssa Francesca Bogliolo

Critica e storica dell’Arte


 

Vernissage AMOR CHE TUTTO MOVE – Galleria WIKIARTE Bologna

 

 

Dettagli

Inizio:
16 dicembre 2017ore_17:30
Fine:
28 dicembre 2017ore_19:00
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Organizzatore

PromArte
Sito web:
http://www.promarte.it

Luogo

Galleria d’Arte Wikiarte
Via San Felice, 18
Bologna, BO 40122 Italia
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