BLACK PORTRIAT – ACRILICO E VERNICE SU TELA –  cm. 70X100 – anno 2016

Giovane artista emergente, Federico De Angelis a.k.a. Fda.

Una biografia scarsa per lui, visto che si è Giovane da poco nel mondo dell’arte.

Un’artista con ottime doti nel disegno, che purtroppo non ha mai sviluppato, non frequentando mai nessun tipo di Istituto artistico o corso di formazione: “Disegno per hobby ” le sue parole.

Hobby che era anche per il nonno, da cui trae ispirazione.

Circa un anno fa, spinto soprattutto da chi gli è caro e dalla sua curiosità nel provare, compra le sue prime tele, dove imprime il suo stile i suoi colori.

Uno stile particolare che rispecchia il moderno astrattismo, un accostamento di colori che lasciano intravedere forme e confini, ma lasciando la libera interpretazione a chi lo guarda.

Utilizzando la sconfinata fantasia della mente umana, dove sarà lei a creare l’opera.

Sviluppa con il tempo nuove tecniche e metodi di pittura, soprattutto sfruttando oggetti comuni, sostituendoli al classico pennello.

Fin da subito ottiene un ottimo riscontro, sia di pubblico che di critica, tanto da essere contattato da vari galleristi ed acquirenti.

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Talvolta succede che la capacità di organizzare lo spazio visuale, di cogliere e gustare il reale, riuscendo a decriptarlo in forme nuove sia un fatto istintuale. Una propensione che nasce dai moti interiori dell’animo e si manifesta con naturalezza su tela, carta, o qualsiasi materia si possa reputare strumento adatto all’espressione. Federico De Angelis, giovane artista autodidatta, sembra essere dotato di questa attitudine visiva che gli permette di possedere una sensibilità che si proietta al di là dell’impronta accademica, traducendosi in una pittura che vive della spontaneità gioiosa dell’animo creativo. Le sue opere attingono dalla realtà per trasfigurarla, lasciandone tracce, sottili affinità; pesca dagli stati d’animo per dare loro voce attraverso un tripudio di colori, indagando le tecniche e gli stili. Un astrattismo dal lirismo spiccato che si può avvicinare ai lavori di Joan Mirò ma anche di Kandinsky per la tavolozza cromatica e l’inventiva mai quieta di linee e forme, sempre nuove, che vanno a comporre su tela mondi dell’animo.

Dott.ssa  Diana Cardaci 

 


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