”Verso i sette anni misi assieme dei soldi e comprai due cose: una bicicletta e il dizionario Melzi, in due volumi, un repertorio ricco di immagini da dove mi divertivo ricopiare, a mano libera, le tavole illustrative dei personaggi e guardavo con attenzione le riproduzioni delle opere di Masaccio, Michelangelo, Leonardo e altri grandi maestri del passato; passavo gran parte del tempo a riempire dei foglietti – tantissimi – di disegni, tutto quello che trovavo lo disegnavo. Disegnare era una necessità che ancora oggi, a distanza di tanti anni, sento fortissima.

Il rapporto con l’immagine, con l’arte, fu precocissimo, ricordo che da ragazzino coi fratelli e la mamma, che era una ferrarese sposata con un cesenate, andavamo da Cesena, dove abitavamo, a trovare la nonna a Bondeno, a pochi chilometri da Ferrara, e, quando possibile, sfruttavamo le riduzioni ferroviarie legate all’ingresso delle grandi mostre ferraresi, erano gli anni Trenta. Fu l’occasione per vedere delle mostre straordinarie, e una in particolare mi rimase dentro, mi scioccò, una mostra fatta in una ricorrenza di un centenario ariostesco, sulla pittura ferrarese del Rinascimento. Lì ebbi modo di vedere il Compianto in terracotta colorata di Guido Mazzoni, una visione indimenticabile. Esposto in una delle sale del Palazzo dei Diamanti, in penombra, non immediatamente visibile, in una semioscurità che permetteva di scoprirlo solo un po’ alla volta, un crescendo di commozione che mi lasciò senza parole.

In seguito, per volontà dei miei genitori, e così fu anche per i miei fratelli, mi iscrissi a ragioneria e conseguii il diploma, ma i miei interessi erano sempre più rivolti all’arte, infatti, in quegli anni, compravo riviste come «Corrente di vita giovanile» di Ernesto Treccani, sulla quale comparivano, oltre ai disegni dello stesso Treccani, quelli di Migneco e Manzù, e «Primato – Arti e Lettere d’Italia» dove, fra gli altri, collaboravano Maccari, Morandi, Rosai, Mafai, Guttuso, Manzù, De Pisis, Carrà, Casorati e Tamburi.

Il disegno era sempre al primo posto, ma, in seguito al diploma, cominciai a lavorare come ragioniere presso l’ECA, vi rimasi circa due anni. Un periodo di grande sofferenza e insoddisfazione che stava minando anche la mia salute, fu così che ottenni il consenso dai miei genitori di continuare gli studi e prendere un diploma al Liceo Artistico di Bologna, da privatista, per poi iscrivermi alla facoltà di Architettura a Firenze. Una scelta che mi avrebbe permesso di continuare a disegnare e di coltivare la grande passione per la pittura, la scultura e l’incisione. Negli anni dell’università ebbi modo di ampliare le mie conoscenze e cominciai ad entrare in contatto con alcuni professori e architetti che mi permisero di visitare gli studi di alcuni scultori e pittori, così continuai ad approfondire la mia cultura artistica. Dopo la laurea, alla fine degli anni Quaranta, lavorai con l’architetto Saul Bravetti, grazie al quale cominciai, anche, una frequentazione con alcuni artisti che avevano lo studio a Roma, fra gli altri Pericle Fazzini con il quale instaurai un buon rapporto di amicizia. Fu una grande scuola, perché ebbi modo di vedere e approfondire le diverse tecniche artistiche dall’incisione, alla scultura, alla pittura che prima avevo esplorato prevalentemente da autodidatta.

Durante gli anni dell’università aprii, a Cesena, nel torrione della rocca, uno studio assieme a Giovanni Cappelli, che avevo conosciuto qualche tempo prima, quando venne a chiedermi se avessi potuto aiutarlo a prepararsi per l’esame di ammissione al Liceo Artistico di Bologna; aveva saputo che l’anno precedente vi avevo conseguito il diploma. A noi si aggiunse il giovanissimo Alberto Sughi e in seguito – ma oramai le mie presenze allo studio si stavano diradando a causa dell’impegno universitario – Luciano Caldari.

Mi distaccai precocemente da quel modo di fare pittura che si stava delineando fra le mura di quello studio, sentivo che la mia strada era un’altra, e cominciai a praticare – con maggiore interesse – le arti plastiche. Terminati gli studi mi dedicai alla professione di architetto senza, tuttavia, abbandonare il disegno che è sempre stato una costante della mia vita; gli stessi esecutivi dei miei progetti li eseguivo a mano libera, non riuscivo a costringerli in un incontro di linee rigide e impersonali. Nell’architettura trovavo un grande stimolo perché, in fondo, in essa vedevo la scultura per le forme degli edifici, la pittura per i giochi di colore e via di questo passo. Tutte le arti si possono ritrovare nell’architettura, a patto che l’architetto lavori col cuore, perché altrimenti si fa solo edilizia, e quella non vale nulla. Comunque negli anni Sessanta tornai a dedicare molto del mio tempo alla scultura, alla pittura e all’incisione e mi resi conto che l’avere continuato a disegnare, forsennatamente per tutti quegli anni, era stata la migliore scuola che avessi potuto ricevere. La padronanza delle diverse tecniche artistiche nasce dalla capacità di sintesi fra realtà e mondo interiore, e, in questo, il disegno mi fu utilissimo, il resto è solo pratica.

In quegli anni partecipai ad alcune mostre collettive e personali, e realizzai opere per luoghi pubblici, ma l’attività principale era legata alla professione di architetto e questo, in qualche modo, mi portò a vivere con maggiore intimità e riservatezza l’altro aspetto della mia creatività. Solo parenti e amici conoscevano abbastanza approfonditamente le mie opere. Fu solo nel 1990 che grazie all’interessamento di Giovanni Testori realizzai la mia prima mostra importante di scultura, a Milano. Fu lo stesso Testori a curarla, provai una soddisfazione enorme; finalmente le mie opere prendevano vita fuori dal mio studio. Poi Testori, si ammalò e i progetti futuri si dissolsero, perché in quel momento mi sembrava che solo Testori avesse colto nel profondo il senso della mia arte. In seguito partecipai ad altre mostre, ma sempre con minore entusiasmo, al punto che tornai a nascondere i miei lavori nella cerchia della mia quotidianità. Ma nel 1996 fui convinto, contro voglia, di organizzare una mia grande mostra personale alla Fondazione Tito Balestra di Longiano, ebbe un grande successo e lì rincontrai Vittorio Sgarbi, il quale, da allora, cominciò a dedicare una grande attenzione al mio lavoro.”

Ilario Fioravanti


CULTURA & CERAMICA

  • A. Sughi presentazione di, in Ilario Fioravanti, Mostra di Sculture Disegni Incisioni, – 18-29 maggio – Voltone della Molinella, Faenza; Cesena, 1968.
  • L. Bagnoli presentazione di, in Ilario Fioravanti, Mostra di scultura, pittura, incisioni, – 20-30 dicembre – Palazzo Ghini, Cesena, 1969.
  • T. Bonavita, Le sculture colorate di Ilario Fioravanti, «Il Tempo» (Immagini), Roma, martedì 2 dicembre, 1980.
  • V. Volpini, Ilario Fioravanti, «L\’Osservatore Romano» (A Roma), Roma, 22 novembre, 1980, p. 4.
  • M. Cecchetti, Un pianto oltre la storia. Compianto sul Cristo Sculture di Ilario Fioravanti Rimini – Tempio Malatestiano, «Corriere Cesenate» (Cultura), anno XIX n. 12, Cesena, 29 marzo, 1986, p. 4.
  • L. Galmozzi, Monumenti alla libertà. Antifascismo Resistenza e pace nei monumenti italiani dal 1945 al 1985, La Pietra, Milano, 1986, pp. 153-154.
  • G. C. Bojani presentazione di, in Ilario Fioravanti, I vasi, Cesena, marzo, 1988.
  • M. Cecchetti a cura di, Ilario Fioravanti Il senso antico delle cose. Sculture e opere varie, – 2-17 aprile – Comune di Cesena, Galleria Comunale d\’Arte, Cesena, marzo, 1988.
  • M. Cecchetti, Il \”Compianto\” di Ilario Fioravanti. Attorno al corpo di Cristo silenzio, preghiera, speranza, «Avvenire» (Terza pagina), anno XXI n. 72, domenica 3 aprile, 1988, p. 11.
  • G. Testori, Le parole di Testori alla Corte Malatestiana, trascrizione di L. Faberi, «Corriere Cesenate» (Attualità), anno XXII n. 28, Cesena, 26 agosto, 1989, p.5.
  • G. Testori, Fioravanti terrecotte 1982-1989, Compagnia del Disegno, Milano, febbraio, 1990.
  • M. Cecchetti, Una mostra a Milano. I vasi di Fioravanti. Dolore e bellezza si fanno presenza, «Avvenire» (Terza pagina), anno XXIII n. 56, sabato 10 marzo, 1990, p.13.
  • R. De Grada, Fioravanti Ritratto di gruppo con Fellini, «Corriere della Sera» (Corriere Cultura, Arte), anno 115 n. 60, Milano, domenica 11 marzo, 1990, p. 8.
  • D. Carraro presentazione di, Omaggio a Chiara, opere di Giovanna Ceccaroni e Ilario Fioravanti, Movimento Francescano, Cesena, aprile, 1994.
  • E. Guidi, \”Omaggio a Chiara\” di Giovanna Ceccaroni e Ilario Fioravanti, «Corriere Cesenate» (Attualità), anno XXVII n. 16, Cesena, 30 aprile, 1994, p. 11.
  • A. Panzetta, Padus Pater, in Il Po del\’900. Rassegna \”Scultura e Po\” a cura di L. Gavioli, Mesola – Galleria Civica – Castello Estense, maggio-agosto, 1995, p. 9.
  • O. Piraccini presentazione di, Ilario Fioravanti e i \”ritratti del cuore\” in Ilario Fioravanti Personaggi Artisti del ‘900 e ritratti di famiglia, ENDAS, Cesena, novembre, 1995.
  • P. G. Raggini, Ilario Fioravanti Esistenze ineffabili Tra ironia del mito e nostalgia dell\’Eterno, a cura di Flaminio Balestra, Fondazione \”Tito Balestra\”, Longiano (FC), luglio, 1996.
  • A. Panzetta in Ilario Fioravanti, Sculture, a cura di L. Gavioli, – 5 luglio-27 agosto – Rocca Possente di Stellata, Bondeno (FE), Grafis Edizioni, Bologna, giugno, 1997.
  • M. Censi e A. Panzetta a cura di, «Fascinosum et Tremendum» 33 opere per un percorso di scultura cristiana contemporanea, – 22 novembre 1997 – 25 gennaio – Museo Sandro Parmeggiani, Renazzo (FE); – 14 febbraio-22 marzo – Comune di Montevarchi (AR), Chiesa di Cennano, Bologna, Grafis, novembre, 1997, pp. 19; 46-49; 90.
  • M. Goldin a cura di, Ritratti a Testori, Marsilio Editori, Venezia, 1997, p. 46.
  • G. Papi, Bondeno. Fioravanti, se la scultura coglie il senso delle occasioni, «Avvenire» (Arte), domenica 3 agosto, 1997, p. 19.
  • T. Guerra, La Via Crucis di Ilario Fioravanti con i suoi clown che aiutano Gesù, in XXVIII Mostra Mercato Nazionale Antiquariato Pennabilli – 5 luglio-2 agosto – Associazione mostra mercato nazionale d’antiquariato Città di Pennabilli (PU), Rimini, giugno, 1998, p. 19.
  • A. Panzetta a cura di, Otto scultori contemporanei, – 4-30 settembre – Villa Forti, Migliarino (Ferrara), Renaissance, Torino, 1998, pp.8-9; 16-19.
  • A. Del Guercio, “Suite” cesenate, in P. G. Pasini a cura di, Storia di Cesena, Le Arti, vol. V, Cassa di Risparmio di Cesena, Cesena, luglio, 1998, pp. 193; 195; (Repertorio degli artisti) 204.
  • A. Panzetta presentazione di, Ilario Fioravanti L’umanità di un maestro della scultura contemporanea in Ilario Fioravanti Sculture, disegni, incisioni 1973-1998, – 23 gennaio-7 febbraio – a cura di F. Balestra e M. Balestra, Sala del Carmine, Massa Lombarda (RA), Comune di Massa Lombarda, Fondazione “Tito Balestra”, Longiano (FC), gennaio, 1999.
  • A. Panzetta, Ilario Fioravanti. Padus Pater & Delta Mater. Tra mito e quotidianità. Due fontane nella provincia di Ferrara, nota biografica e bibliografia essenziale di M. Balestra, Renaissance, Moncalieri (TO), 1999.
  • E. Dall’Ara, La mostra, «Romagna Corriere di Cesena», anno VII, n. 35, venerdì 5 febbraio, 1999.
  • V. Sgarbi, Fioravanti riscopre il Po e i suoi miti, «Oggi» (Cultura), n. 54, Milano, 31 dicembre, 2000, p. 113.
  • I. Fioravanti, F. Valbonesi, G. Corzani, Tre architetti dipinti, Loggetta Lippi – Bagno di Romagna, 2-17 giugno, Bagno di Romagna (FC), 2001.
  • M. Tosi, A Cesena la Porta di Fioravanti: materia in divenire, «Romagna Corriere» (Cultura), anno IX, venerdì 2 marzo, 2001, p. 32.
  • Ilario Fioravanti, Terrecotte policrome, a cura di Laura Gavioli, Marsilio, Venezia, 2002.
  • V. Sgarbi, Surrealismo padano – da de Chirico a Foppiani 1915-1986, a cura di Laura Gavioli, Skira, Ginevra-Milano, 2002.
  • F. Balestra, M. Balestra, A. Samaritani, Il Compianto di Ilario Fioravanti, Editrice Compositori, Bologna, 2004.
  • Ilario Fioravanti, Il circo della vita, a cura di F. Balestra, M. Balestra, O. Piraccini, Bagno di Romagna, 2006.
  • Ilario Fioravanti, Verbum caro factum est. Il prodigio di Betlemme, a cura di F. Balestra, M. Balestra, Edizioni dell’Upupa, Sorrivoli 2007.
  • Ilario Fioravanti, Il destino di un \”Uomo\” nell\’Arte, a cura di A. Paolucci, M. Zattini, Il Vicolo, Cesena 2008.

PROGRAMMI TELEVISIVI

  • Vittorio Sgarbi, Lezioni private, Canale 5, 10 ottobre 1996.

DOCUMENTI FILMATI

  • Tonino Guerra presenta Ilario Fioravanti e Alberto Sughi. Di partenti e saltimbanchi, regia di Vincenzo Fattorusso, produzione Ulisse Transmedia, Bologna, 1999 (10 minuti).
  • Ilario Fioravanti, Tracce, regia di Vincenzo Fattorusso, produzione Ulisse Transmedia, Bologna, 2001 (15 minuti).

OPERA CALCOGRAFICA

  • E.P.T. di Pistoia catalogo a cura di, 2ª Biennale internazionale dell’incisione. “Il fiore nella grafica contemporanea”. Catalogo della mostra, (13 luglio – 8 settembre) Città di Pescia, Firenze, A.G.A.F., 1968, p. 48.
  • A. Beolchi testo di, Grafica per una collezione, (3 dicembre 1994 – 15 gennaio) Associazione Medusa Arte e Cultura, Cesena, tip. Ingraf srl, Milano, 1995.
  • F. Balestra, M. Balestra a cura di, Le immagini dei segni, catalogo della mostra (31 marzo – 25 aprile), Castello di Borgo Maggiore, Repubblica di San Marino, 2001.
  • F. Balestra, M. Balestra a cura di, Ilario Fioravanti ottanta incisioni, Fondazione Tito Balestra Onlus, 2002.

MEDAGLISTICA

  • ***, Medaglie ai musicisti, «Il Resto del Carlino» (Cronaca di Cesena), Bologna, giovedì 22 marzo, 1979, p. V.
  • ***, Alla Scala la consegna del medaglione di Bonci, «Il Resto del Carlino» (Carlino Cesena), 21 febbraio, 1981.
  • D. Piraccini, La medaglia commemorativa per il secondo centenario dell’incoronazione della Madonna del Popolo, «Corriere Cesenate» (Notiziario diocesiano), anno XV n. 6, Parma, sabato 13 febbraio, 1982, p. 2.
    P. A., Medaglia di Fioravanti per i Caduti in guerra, «Corriere Cesenate», anno XV n. 37, Parma, sabato 13 novembre, 1982, p. 6.
  • ***, 1ª Biennale della medaglia d’arte, – 20 marzo 5 aprile – Palazzo Strozzi, Firenze, 1983, p. 36.
  • M. Mengozzi a cura di, Honorificentia populi nostri Maria nella tradizione nell’arte e nella pietà popolare della diocesi di Cesena-Sarsina, Cassa di Risparmio di Cesena, tip. Stilgraf, Cesena, dicembre, 1988, pp. 65; 95; 104; 211; 284.
  • M. Valeriani, Medaglie in Italia, presentazione di Giovanni Spadolini, Edizioni Radio, Putignano, Bari, 1993, serie I n° 47.
  • ***, Sei medaglioni in dono al Comune, «Il Resto del Carlino» (Carlino Romagna), anno 111, lunedì 1 luglio, 1996.
  • G. Turroni, La medaglia del millenario, «La Madonna del Monte» , anno LXVIII ottobre – novembre, 1999, p. 18.
  • AA.VV., L\’arte della medaglia nei conii della Picchiani & Barlacchi, Palazzo della Provincia di Ravenna, 1 – 30 giugno, Artigraf, Firenze, 2001, p. 24.

 

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