DA VERONA ZENO - AMY&BILLIE - più chiara

Zeno Da Verona

Who is singing with me? Amy and Billie

olio su tela – cm. 80×100

In questo dipinto l’autore ha accostato le due cantanti Amy Winehouse e Billie Holiday, soprattutto per la commozione suscitata in lui dall’improvvisa scomparsa della cantante britannica il 23 luglio 2011, a soli 27 anni, avvenimento che la inserisce nel gruppo di artisti colpiti dalla cosiddetta “maledizione del 27”, in quanto morti proprio a quella età (Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison…), morte causata soprattutto dalla nota dipendenza nei confronti dell’alcol, quindi in modo analogo a quanto successo a Lady Day, morta a New York per le complicazioni di una cirrosi epatica a soli 44 anni il 17 luglio 1959. Anche se gli esperti di musica hanno fatto notare una maggiore influenza sullo stile musicale della Winehouse da parte di Sarah Vaughan, Dinah Washington e Nina Simone, l’autore dell’opera è stato ispirato intimamente in questo accostamento anche dal fatto che Amy, con le sue canzoni e la sua vita, gli ha dato l’impressione di voler avere “un’anima negra”, riuscendo nel miracolo, lei nata da una famiglia ebraica a Enfield, un borough della Londra esterna, di diventare, in un suo modo assolutamente originale, come le grandi interpreti di colore dei generi Blues, Jazz e Soul, di essere come loro interiormente per l’appunto, e non esteriormente; perciò, a differenza di Michael Jackson che  voleva diventare bianco e che cercava per questo in tutti i modi di rendere bianca la sua pelle nera, lei non si faceva le lampade per essere di colore anche esteriormente, perché lo era già nella sua anima… La tecnica ad olio tende ad una specie di personale iperrealismo descrittivo nella rappresentazione della Winehouse, che splendente viene fuori dall’oscurità (BLACK) della tela come se fosse ancora viva, mentre alle sue spalle appare il “bianco fantasma” della “cantante negra”, che commossa unisce la sua alla voce di Amy che sta cantando BACK TO BLACK, il suo capolavoro immortale…:

“…Me and my head high
And my tears dry
Get on without my guy…

Black, black, black, black, black, black, black,
I go back to
I go back to
We only said good-bye with words
I died a hundred times…”

Il tatuaggio sul braccio sinistro è una reinterpretazione di quello originale della cantante inglese e si richiama alla lontana ad un affresco del Correggio facente parte della decorazione della Camera della Badessa e rappresentante Giunone appesa per punizione da Giove alla volta del cielo, mentre nel nostro caso vuol rappresentare il viluppo di legami che incatenavano, anche se in modo diverso, con tutte le loro contraddizioni e sofferenze le due cantanti , portandole entrambe ad una prematura scomparsa…

Biografia

Zeno Da Verona, alias Zeno Verlato, frequenta negli anni ’80 i corsi di disegno e pittura della scuola privata Mantegna di Padova, ed in estate quelli dell’Istituto per l’Arte ed il Restauro di Firenze e dell’Istituto Internazionale della Grafica di Venezia. Trasferitosi a Verona nell’autunno del 1986, si iscrive ai corsi liberi di disegno e pittura dell’Accademia Cignaroli, tenuti dal maestro Aldo Tavella, intervallandoli con un anno di corso legale di scultura. In questa fase la sua ricerca di uno stile pittorico personale è influenzata prevalentemente dall’impressionismo e dall’amatissimo Vincent che lo spingono a dipingere spesso en plein air. Nel frattempo si iscrive pure a dei corsi estivi di icone (sei in tutto) che affineranno ulteriormente la sua conoscenza dei materiali, come avveniva nelle botteghe dei pittori prima della rivoluzione industriale. Inoltre nell’autunno del 1998 si iscrive ad un corso di tango, passione che lo travolgerà per quattro anni, sfociando nella creazione di un libro, pubblicato nel 2006, dal titolo “Memorie di un tanguero – Gioie (poche) e dolori (molti) del tango”, il primo libro multimediale, grazie ai suoi disegni ed all’invenzione delle parentesi musicali, multilingue ed interattivo della storia della letteratura mondiale (una sola edizione di 500 copie, non tutte vendute, la maggior parte regalate). Fondamentale è poi la frequentazione triennale dei corsi che insegnano a riprodurre copie il più possibile fedeli delle opere di quelli che considera i suoi veri maestri (Caravaggio, Leonardo, Vermeer, Rembrandt…), tenuti a Verona dall’eccellentissimo pittore Gabrio Pojana, in particolare il pluriennale confronto con LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA di Vermeer (iniziato a questi corsi per copisti, ma proseguito poi a più riprese, a distanza di anni, nella solitudine dello studio) affinerà notevolmente la tecnica della pittura ad olio del nostro, approfondendo la sua predilezione per il ritratto femminile; sono inoltre decisivi i suoi tre brevi soggiorni invernali nell’amatissima Roma, la città più artistica e più bella del mondo. La sua è comunque una preparazione frutto soprattutto di uno studio e di una sperimentazione da autodidatta, perché nessun maestro, per quanto bravo, può sottrarti dall’impegno personale, dal passare anche venti ore al giorno al cavalletto… Altre sue grandi passioni sono il cinema, la musica, e la danza, che alimentano in lui il desiderio di un’arte multimediale; anche per questo il suo sport preferito è diventato il pattinaggio su ghiaccio, in particolare quello delle coppie di danza, dove il nostro vede realizzato stupendamente pure il dialogo con lo spazio, dialogo che in pittura lo ha portato anche alla realizzazione di una serie di nature morte dove lo spazio tradizionale, definito da tavole, tovaglie, muri, ecc., viene man mano sostituito dallo spazio profondo dell’Universo…la serie STILL LIFE EVOLUTION, con l’approdo finale di LOST IN SPACE.

 

www.zenodaverona.it

 

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